Sapri da vedere

La Spigolatrice di Sapri

Sapri

La Spigolatrice di Sapri

Eran trecento, eran giovani e forti…. Quante volte abbiamo sentito i versi cha hanno reso celebre Sapri e la Spedizione di Pisacane. Una spedizione Risorgimentale narrata nella poesia del Mercantini che, con le parole di una giovane contadina saprese, ricorda le eroiche gesta di quel “bel capitano dagli occhi azzurri e dai capelli d’oro”. Come tutti sanno, la nostra spigolatrice (così venivano chiamate le contadine che spigolavano il grano) non è mai esistita, ma l’invenzione del Mercantini si è così tanto sedimentata nel cuore della popolazione locale che ha deciso di omaggiarla con una statua in bronzo sdraiata sullo scoglio dello Scialandro, ad osservare perennemente l’arrivo di quel vaporetto che issava la "bandiera tricolore". Ancora oggi è visto come un segno di appartenenza al luogo per i Sapresi emigrati all’estero. La statua della spigolatrice è visibile per mare o lungo il sentiero "Apprezzami l’asino". "La Spigolatrice di Sapri"


Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti. Me ne andava al mattino a spigolare quando ho visto una barca in mezzo al mare: 5era una barca che andava a vapore, e alzava una bandiera tricolore. All’isola di Ponza si è fermata, è stata un poco e poi si è ritornata; s’è ritornata ed è venuta a terra; 10sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra. Eran trecento … Sceser con l’armi e a noi non fecer guerra, ma s’inchinaron per baciar la terra. Ad uno ad uno li guardai nel viso: 15tutti aveano una lagrima e un sorriso. Li disser ladri usciti dalle tane, ma non portaron via nemmeno un pane; e li sentii mandare un solo grido: “Siam venuti a morir pel nostro lido”. 20Eran trecento … Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro un giovin camminava innanzi a loro. Mi feci ardita, e, presol per la mano, gli chiesi: “Dove vai, bel capitano?” 25Guardommi, e mi rispose: “O mia sorella, Vado a morir per la mia patria bella”. Io mi sentii tremare tutto il core, né potei dirgli: “V’aiuti il Signore!” Eran trecento … 30Quel giorno mi scordai di spigolare, e dietro a loro mi misi ad andare: due volte si scontrâr con li gendarmi, e l’una e l’altra li spogliâr dell’armi: ma quando fûr della Certosa ai muri, 35s’udirono a suonar trombe e tamburi; e tra ’l fumo e gli spari e le scintille piombaron loro addosso più di mille. Eran trecento … Eran trecento e non voller fuggire, 40parean tre mila e vollero morire; ma vollero morir col ferro in mano, e avanti a loro correa sangue il piano: fin che pugnar vid’io per lor pregai, ma a un tratto venni men, né più guardai: 45io non vedea più fra mezzo a loro quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro. Eran trecento …

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