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Escursione sul MONTE OLIVELLA
E' uno degli itinerari piú straordinari del basso Cilento poiché offre agli escursionisti un panorama unico e spettacolare. Ripercorreremo la strada che, anticamente, collegava l'entroterra della Basilicata con i paesi marini, interamente immersa nel verde. Si arriva con le macchine in prossimitá del laghetto del Rotale nel comune di Rivello a 16 Km da Sapri. Lasciate le macchine si prende un sentiero largo 3 m e lungo 1 Km, tutto in salita, fino ad arrivare a 600 m.s.l.d.m.
Da qui parte un sentiero nel bosco lungo 2 km che arriva in localitá Pietracavallo dove, anticamente, si coltivavano patate e grano; ora é una grande distesa incolta in cui si possono notare noccioli, ribes e biancospino.
Si attraversa questa distesa per arrivare in un bosco di cerri; qui, fino ai primi del '900, ogni abitante possedeva una piccola proprietá delimitata da muretti a secco ( ancora oggi visibili) che adibiva alla coltivazione.
Il bosco, a tratti in salita, di circa 3 Km termina ai piedi del Monte Serralunga; da qui si prende un sentiero di pietre e terra battuta che attraversa cerri e aceri fino ad arrivare in cima al monte Olivella alto m. 1025. Si possono ammirare tutti i paesi del golfo fino a punta infreschi, oltre al Serralunga, Coccovello, Gelbison e Bulgheria, i monti piú alti del nostro territorio. Per quanto riguarda la fauna si possono incontrare cavalli selvatici, gheppi, albanelle, poiane, volpi, cinghiali. Dopo una pausa pranzo si ritorna alle macchine ripercorrendo lo stesso sentiero.

Lunghezza del percorso: 15 Km a/r.
dislivello: 525 m.
durata: 6 ore circa;
difficoltá: E (media).

Si consiglia di indossare abbigliamento comodo, scarponcini da trekking, cappellino per il sole.

Per i contenuti e le fotografie si ringrazia l'Associazione Golfo Trek

 

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Sentiero del MONTE CERASO
Il sentiero ad anello che corre lungo la dorsale carbonatica Monte Ceraso, lungo circa 13 km percorribili in poco piú di 6 ore, attraversa l'intero rilievo offrendo uno scorcio su tutte le sue componenti naturalistiche e antropiche e consentendo quindi di godere di tutte le bellezze che il monte é capace di offrire. L'itinerario proposto invita a percorrere l'anello in senso orario. Il sentiero é accessibile dalla SS18, a ca. 20 m slm, prendendo sulla sx una stradina sterrata poco prima del porto di Sapri. Pochi metri dopo il primo tornante, si prende un tratturo sulla destra che altro non é che l'antica comunale che raggiungeva il vicino abitato di Acquafredda.
Il sentiero si dipana in leggera salita, offrendo superbi panorami costieri, lungo l'intero versante meridionale del rilievo, caratterizzato da una tipica vegetazione a macchia mediterranea, piú o mena fitta o degradata a gariga a seconda delle disponibilitá idriche locali e dell'intensitá delle attivitá pastorali.
Dopo circa 50 minuti di agevole cammino si raggiunge, a circa 180 m slm, localitá Orto delle Canne, frequentata giá dal Bronzo medio grazie alla presenza di alcune sorgenti perenni che nei secoli hanno reso floride le attivitá di una vasta masseria, oggi diroccata. Da segnalare una grande vasca di raccolta delle acque sorgive di etá romana.
Proseguendo in ca. 20 minuti di cammino si raggiunge localitá Ruotolo, toponimo che deriva dalla cengia rocciosa posta a ca. 260 m di quota costituita un deposito di brecce pleistoceniche estesamente fratturato in megablocchi instabili, quale quello da 2000 mc che durante l'autunno 2010 ha vistosamente segnato il versante. Da segnalare le sembianze di un volto umano che fenomeni di erosione differenziale hanno modellato su uno dei massi della cengia.

Ancora mezz'ora di cammino per raggiungere un antico recinto pastorale sito sulla sommitá di uno spuntone roccioso molto panoramico, dove é possibile concedersi una sosta all'ombra di alcuni ulivi secolari. Quindi in pochi minuti si discende in un canalone per poi risalire agevolmente sul versante opposto, dove si intercetta una carrabile sterrata capace di offrire panorami mozzafiato che si inerpica verso la sommitá del rilievo fiancheggiando a tratti la profonda forra del Canale di Mezzanotte.
Salendo lungo la stradina in circa 20 minuti si raggiunge il pianoro che ospita la masseria dello Scifo, altra localitá che per la presenza di alcune sorgenti reca tracce di frequentazione giá in etá greca (IV-III secolo a.C.).

Di qui si prosegue, per raggiungere in circa un'ora il vasto altopiano sommitale, compreso fra i 600 e i 700 m di quota che offre panorami di incomparabile bellezza sull'intero territorio circostante. E' questa l'area piú bella e selvaggia del monte, dove praterie erbose si alternano a formazioni arbustive, fra cui spicca il biancospino che dá il nome all'adiacente Monte Spina.
Dopo una breve sosta sull'altopiano, ci si dirige in libertá per qualche minuto in direzione mare scendendo in quota fino ad un segnale che invita a svoltare sulla destra per intercettare il sentiero che corre lungo l'intero versante settentrionale del rilievo, caratterizzato da una fitta boscaglia cedua di lecci, cui si aggiungono la roverella, l'acero, il frassino, il carpino e l'alaterno.
Il sentiero, in circa mezz'ora di cammino ombroso, raggiunge agevolmente la Fontana del Lauro, fontana del 1500 a nord del Monte Ceraso, dove si incontravano i rivoluzionari prima dell' arrivo di Pisacane; qui si erge maestoso uno splendido esemplare di pioppo nero, per poi proseguire con fondo pietroso ed in leggera discesa verso la masseria di Acqua delle Vigne, a ca. 350 m di quota, che si raggiunge dopo un'altra mezz'ora.

Di qui il sentiero scende rapido, a zig zag, attraverso una pineta verso il sottostante vallone delle Viole, costellato da ruderi di antiche masserie per raggiungere in circa 40 minuti localitá San Giorgio. Qui si intercetta di nuovo l'antica strada a poche decine di metri sul livello del mare che in breve raggiunge il punto di partenza.

Lunghezza del percorso13 Km.
Durata: 6 ore circa.
Difficoltá: E.
Si consiglia di indossare abbigliamento comodo, scarponcini da trekking, cappellino per il sole.

Per i contenuti e le fotografie si ringrazia l'Associazione Golfo Trek

 

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Da localitá San Giorgio all'orto delle canne
Itinerario da localitá San Giorgio all'orto delle canne. Lunghezza km 4 Tempo di percorrenza 3 ore Difficoltá E Un sentiero é accessibile dalla SS18, direzione Maratea, dopo circa 400 metri dal ponte Brizzi in localita' San Giorgio. Si imbocca sulla sx una stradina sterrata poco prima del porto di Sapri. Pochi metri dopo il primo tornante, si prende un tratturo sulla destra che altro non é che l'antica comunale che raggiungeva il vicino abitato di Acquafredda. Il sentiero si dipana in leggera salita, offrendo superbi panorami costieri, lungo l'intero versante meridionale del rilievo, caratterizzato da una tipica vegetazione a macchia mediterranea, piú o mena fitta o degradata a gariga a seconda delle disponibilitá idriche locali e dell'intensitá delle attivitá pastorali. Dopo circa 50 minuti di agevole cammino si raggiunge, a circa 180 m slm, localitá Orto delle Canne, frequentata giá dal Bronzo medio grazie alla presenza di alcune sorgenti perenni che nei secoli hanno reso floride le attivitá di una vasta masseria, oggi diroccata. Da segnalare una grande vasca di raccolta delle acque sorgive di etá romana. Proseguendo in ca. 20 minuti di cammino si raggiunge localitá Ruotolo, toponimo che deriva dalla cengia rocciosa posta a ca. 260 m di quota costituita un deposito di brecce pleistoceniche estesamente fratturato in megablocchi instabili, quale quello da 2000 mc che durante l'autunno 2010 ha vistosamente segnato il versante. Da segnalare le sembianze di un volto umano che fenomeni di erosione differenziale hanno modellato su uno dei masso della cengia. Da questo punto si puó scendere attraverso la strada asfaltata che porta al l'acquedotto, passare la SS. 18 e scendere per alcuni tornanti per una strada anch'essa in asfalto per arrivare ad intersecare sulla destra il vecchio sentiero "Apprezzami l' asino" per arrivare al porto di Sapri . Da qui , percorrendo un breve tratto di asfalto sulla SS. 18 in direzione Sapri , ci ritroveremo al punto di partenza di questo itinerario in localitá San Giorgio.

Per i contenuti e le fotografie si ringrazia l'Associazione Golfo Trek

 

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Apprezzami l'asino
Apprezzami l'asino Lunghezza 6 km a/r Durata 2 ore circa Difficoltá T Prima della costruzione della strada statale Tirrena Inferiore (SS18) l'unica via di comunicazione tra Sapri e Maratea era costituita da un esile quanto impervio sentiero che si chiamava "apprezzami l'asino". Nome curioso,che derivava dal fatto che quando in un punto particolarmente stretto del sentiero si incontravano due asini con i relativi conducenti, iniziava una estenuante trattativa per risolvere il problema. Gli asini non procedevano all'indietro e mancava anche lo spazio per potersi fare da parte. Allora si faceva una stima del carico e dell'animale di minor valore, si pattuiva un congruo indennizzo e la bestia meno pregiata ed il suo carico venivano comprate e seguivano la direzione vincitore della trattativa. Il sentiero per un tratto di circa due chilometri , nel territorio del comune di Sapri, é stato rifatto, ampliato e messo in sicurezza. Si parte dal porto di Sapri e si cammina quasi radenti al mare tra i profumi mediterranei del corbezzolo, del mirto, della ginestra, del lentisco, dell'erica e del rosmarino. Lo scenario che si offre al viandante ammalia in qualsiasi giorno dell'anno e con qualsiasi tempo. L'emozione cresce sia ammirando d'estate il sole che cala sul monte Bulgheria, sia facendosi rapire dallo spettacolo del mare in tempesta, che avvolge lo scoglio delloScialandro, quasi a voler strappare alla nuda roccia la statua della Spigolatrice che si erge sulla sua sommitá. La spigolatrice di Sapri ci richiama alla mente le gesta eroiche di Carlo Pisacane. Quindi non potevamo finire meglio il nostro viaggio attraverso i sentieri percorsi dal mitico condottiero. Magari percorrendo questo sentiero rivolgendo lo sguardo verso la statua della spigolatrice ,rapiti dalla magia di questi scorci meravigliosi, ci sembrerá di udire una voce che recita cosi: " eran trecento erano giovani e forti e sono morti......".

Camminando lungo il sentiero e percorrendo circa 1 Km, si arriva alla localitá "villaggio morto" 200 m. prima del canale di mezzanotte; sulla destra si puó ammirare la torre di mezzanotte . Continuando Lungo questo sentiero impervio, immerso nella macchia mediterranea, si possono notare antichi muri a secco, la grotta della forgia dove, anticamente vi lavoravano gli artigiani. Il sentiero attraversa il letto del canale di mezzanotte fino ad arrivare alla torre "dei crivi" nel comune di Maratea. La passeggiata finisce qua poiché l'ultimo pezzo, che arriva ad Acquafredda , ancora non é in sicurezza.

Per i contenuti e le fotografie si ringrazia l'Associazione Golfo Trek

 

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Fontana del lauro
Partenza dal km 6 sopra Sapri, direzione Lagonegro. Situata nel Golfo di Policastro una delle piú belle e incontaminate sorgenti del territorio cilentano, ad una altezza di 227 m. domina con la sua statuaria struttura in pietra la baia di Sapri ,costruita nel 1500 era utilizzata dai lupi, cinghiali e viandanti che transitavano per dissetarsi e rinfrescarsi dopo aver faticosamente percorso l'antico sentiero costruito in epoca romana che collegava Sapri con Acquafredda. E' situata a nord del Monte Ceraso, qui si incontravano i rivoluzionari prima dell' arrivo di Pisacane; vi si erge maestoso uno splendido esemplare di pioppo nero. Proseguendo si arriva alla piana di Palladino e si scende per la Casa Cantoniera sulla provinciale. Lasciando la strada provinciale si scende per localitá "Carnale", Da qui partiva una strada romana che raggiungeva le localitá del mar Ionio. Al bordo della strada é visibile un' edicola di epoca romana ove, presumibilmente, fu sepolta la salma di una persona di notevole grado sociale, forse in viaggio. Questa costruzione, edificata su di un terrapieno, nel corso dei secoli, oltre ad essere stata depredata del contenuto, ha subito l'erosione del terreno di posa. Attualmente poggia, inclinata, su di una roccia. Tale anomala posizione fece nascere la fantasia popolare dell'800 che voleva l'edicola funeraria trasportata e poggiata nel luogo attuale dalla Madonna che avrebbe voluto limitare, con tale manufatto, in modo invalicabile, l'invasione del mare sulla terra emersa. Durata: 4 ore circa, E

Per i contenuti e le fotografie si ringrazia l'Associazione Golfo Trek

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